Riorganizzazione aziendale: perché il clima peggiora anche quando va bene
L’incertezza prolungata logora più della cattiva notizia. È il motivo per cui il silenzio della direzione fa più danni dell’annuncio.
Ogni riorganizzazione produce un effetto sul clima interno che dura ben oltre la sua conclusione formale, e che riguarda anche, spesso soprattutto, le persone che non sono state direttamente toccate.
È un effetto prevedibile, il che significa che si può ridurre.
L’incertezza costa più della notizia
La ricerca sullo stress organizzativo converge su un punto che l’esperienza conferma: l’incertezza prolungata su un esito importante produce un logoramento superiore a quello prodotto da una notizia negativa definita.
Chi sa di dover cambiare ruolo può iniziare ad adattarsi. Chi non sa se dovrà cambiarlo resta in stato di allerta per mesi, e l’allerta continua consuma risorse senza produrre nulla.
La sindrome del sopravvissuto
Chi resta dopo una riduzione di organico tende a sperimentare una combinazione poco intuitiva: senso di colpa verso chi è uscito, carico di lavoro aumentato, e riduzione della fiducia nell’organizzazione.
È il motivo per cui la produttività dopo una riorganizzazione spesso non migliora nella misura attesa: il calcolo considera le posizioni eliminate e non l’effetto su chi resta.
Cosa riduce il danno
Le misure efficaci riguardano quasi tutte la comunicazione, e quasi tutte vengono disattese per prudenza.
- Dire quando si saprà, anche quando non si sa ancora cosa
- Comunicare a intervalli fissi, anche per dire che non ci sono novità
- Spiegare i criteri delle decisioni, non solo gli esiti
- Far comunicare i responsabili diretti, non solo la direzione
- Evitare di far arrivare la notizia da fonti esterne o informali
Perché il silenzio peggiora tutto
In assenza di informazioni le persone non sospendono il giudizio: riempiono il vuoto con ipotesi, di norma peggiori della realtà, e quelle ipotesi circolano come fatti.
Una comunicazione che dice “non abbiamo ancora deciso, ne riparliamo il quindici” è quasi sempre preferibile all’assenza di comunicazione, anche quando sembra un messaggio debole.
La finestra dei sei mesi
La domanda di supporto psicologico tende ad aumentare nei mesi successivi al cambiamento, non durante. Durante prevale l’attivazione; dopo, quando l’adrenalina cala e la nuova normalità si assesta, emerge il conto.
È il motivo per cui un rinforzo della copertura nei sei mesi successivi a una riorganizzazione è una misura mirata, e non un aumento generico di budget.